Il #Luminol di Mafe de Baggis

dicembre 23, 2014 § Lascia un commento

Mafe de Baggis è una, che se lavori nel digital, non puoi non conoscere. E la teoria che sta alla base del suo ebook “Luminol. Tracce di verità rivelate dai media digitali” è molto semplice, e lei la squaderna così, senza esitazioni, nell’introduzione:

non sono gli strumenti da soli a determinare il comportamento umano […] i bit da soli non ci salveranno, nè tantomeno […]ci porteranno alla distruzione

 

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Tutti i trend del #SMMDay 14

giugno 25, 2014 § Lascia un commento

Schermata 2014-06-25 a 12.40.28 Non un resoconto di una giornata dedicata al Social Media Marketing, con 16 incontri di 20 minuti ciascuno e tanto di gong finale. Un tentativo, invece, di scoprire cosa “va di moda” quest’anno nel mondo dei social, un po’ come fanno le riviste femminili con il radiant orchid, o le le ciabatte griffate.

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Fare personal branding con @skande, tra tecnica ed empatia.

giugno 13, 2014 § 4 commenti

Personal Branding

Se, quando ero una liceale pseudo-alternativa che leggeva No logo, mi avessero detto che un giorno avrei comprato un libro intitolato “Fai di te stesso un brand“, bè, non ci avrei mai creduto. E invece ora, che sono una trentenne disincantata e molto più social – da tutti i punti di vista – dell’adolescente scontrosa di ieri, l’ho comprato. E l’ho letto. E ne parlo qui.

Non voglio fare una recensione del libro sul Personal Branding scritto dall’imprescindibile Riccardo Scandellari alias @skande. Vi dirò solo che la lettura è stata interrotta più e più volte per pormi domande tipo: perchè non ho la stessa foto su tutti i social? La mia bio di Twitter fa schifo? Quand’ è l’ultima che sono andata su Google+? Posso ottenere l’autorship di Google se ho WordPress gratis? Come starà andando il mio punteggio Klout? (c’è gente che ha perso il lavoro per questo).

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Whatsapp as a media – the geek of the week

dicembre 18, 2013 § 1 Commento

Questa settimana nel mondo del digital ho visto…l’uso crescente di Whatsapp come strumento di comunicazione. Il contest di Absolut Vodka, i messaggini a Babbo Natale di Hub09, il customer care 2.0 di Scuola Zoo.

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The geek of the week

dicembre 6, 2013 § Lascia un commento

Idee, spunti e informazioni dal mondo del digital marketing e dei social media: il riassunto di una settimana vissuta online.

Dall’edge rank di Facebook alle hashtag machine di Bake Off Italia, passando per Deliver Happiness, il “nastro trasportatore della fortuna”.

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Microstyle – manuale di sopravvivenza alla scrittura in 140 caratteri

novembre 30, 2011 § 2 commenti

Il sottotitolo del libro “Microstyle” recita “the art of writing little” e direi che si spiega da solo, in 5 parole. Non è un manuale di stile o di copywriting, è un saggio-guida scritto da un linguista, Christopher Johnson, che ha lavorato a lungo in Lexicon Branding, un’agenzia che ha tirato fuori nomi come Blackberry, Pentium, Swiffer e Febreze.

Il libro non si rivolge solo ai professionisti della scrittura ma a chiunque, nell’affollato mondo del personal branding, dei blog e di Twitter, voglia farsi ascoltare. In fretta, perché i messaggi in giro sono tanti e l’attenzione è poca. Nella quarta di copertina Seth Godin (un nome una garanzia) scrive “sei un microstylish? Nell’universo da 14o caratteri in cui abitiamo, è meglio che tu lo sia“.

Piccolo difetto di Microstyle: non è stato tradotto (non ancora perlomeno, in italiano). Lo sto leggendo, dunque, in inglese, con Word Reference a portata di mano, specialmente per capire i miliardi di esempi di cui, giustamente, l’autore si serve per spiegare i concetti.

Per scrivere un micro-messaggio, che sia il nome di un’azienda o un tweet, Johsnon analizza le categorie del significato, del suono, della struttura e del contesto sociale.

Non ho nessuna voglia di fare, qui, un riassunto di tutti i capitoli del libro, però man mano che un qualche argomento mi colpirà particolarmente,  prometto che scriverò un piccolo post con le “illuminazioni” ricevute dal libro.

Donne di potere nella Silicon Valley

ottobre 4, 2011 § 3 commenti

Sulla copertina di Internazionale questa settimana c’è una signora dall’aria affabile e di fianco il titolo “La mente di Facebook“.

L’articolo è dedicaro a Sheryl Sandberg, la donna che “ha fatto guadagnare milioni di dollari a Facebook”: 8 pagine tratte dal New Yorker che raccontano la storia di questa “lady di ferro” che  Zuckerberg ha strappato a Google e che è stata capace di trasformare un’allegra combriccola di nerds in un’azienda che macina utili, grazie alla pubblicità e cose così. Una prima della classe che riesce pure a sembrare simpatica, che va in giro negli uffici a chiedere a tutti “tu che ne pensi?”. Ovviamente, l’articolo parla di leadership al femminile: un tema che io, da post-femminista quale sono, non amo un granché, non trovando grandi differenze tra uomini e donne. Ma Sandberg non lascia spazio alle lamentele e suggerisce la sua ricetta per il successo al femminile: l’articolo nota che “rinfacciava alle donne l’insicurezza più di quanto rinfacciasse agli uomini l’insesibilità o il sessismo”.

Il mantra della Sandberg, che spiega anche nel video qui sotto, consta di tre massime: “sedetevi al tavolo“, ovvero fate sempre un passo avanti, osate; “assicuratevi che il vostro partner sia un vero partner” disposto a dividere con voi anche il lavoro a casa, e “non andatevene prima di esservene andate“, il più originale, perchè S. sostiene che “quano una donna comincia a pensare di avere dei figli, smette di alzare la mano, comincia a tirarsi indietro”.

Ovviamente il suo approccio diretto e battagliero ha suscitato anche numerose critiche, ma non voglio stare qua a farvi il riassunto di 8 pagine di articolo: forse per conoscere meglio il personaggio può bastare il suo intervento alla conferenza di TED Women. Oppure,  compratevi Internazionale n. 917.

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