del perchè mi sono svegliata prima dell’alba per correre la 5.30 run

maggio 30, 2014 § Lascia un commento

run 5.30 torino

Già, perché ieri sono andata a letto con le galline e oggi mi sono svegliata alle 4.30, con i gatti che mi guardavano perplessi? Per correre la 5.30 run, no? Una corsa non competitiva di 5 kilometri che si snoda nel centro di Torino che più centro non si può (Piazza S.Carlo-Via Roma-via Garibaldi-Quadrilatero-Giardini Reali-Corso S.Maurizio-Mole Antonelliana-via Po-via Lagrange-Piazza S.Carlo), nell’ora in cui la gente normale dorme. Prima che la città si svegli, quando le strade sono ancora deserte (anche se gente che si sveglia così presto ce n’è, e non per divertirsi, ve l’assicuro). Quando la giornata non è ancora iniziata, non c’è traffico e i monumenti della città sono avvolti in una luce da cartolina, che li svela a poco a poco. Io ovviamente mi sarei fermata a ogni istante a fare foto con l’iPhone, ma il mio personal trainer-fidanzato me l’ha impedito, stizzito. Ha corso con me, e per lui è stato un sacrificio, e sbuffava quando io, alla salitella che porta alla Mole, volevo camminare! Già, perchè io non sono una runner, non faccio parte di quel mondo di donne con gli addominali definiti e i polpacci che sono fasci di muscoli, le gambe e il viso già abbronzati a giugno e occhi che sprizzano energia. Non sono una di quelle che alla corsa c’è arrivata correndo e se n’è andato correndo, perchè sai, il defaticamento…Però ci sono arrivata e me ne sono andata sulla mia fida bicicletta olandesina, compagna di tante avventure torinesi. E anche se verso la fine non ce la facevo più e mi superava gente di cinquant’anni, sono orgogliosa di questa sveglia prima dell’alba. Perchè ho visto Torino sotto una luce diversa, letteralmente, perchè la gente che corre è sempre bella, perchè è ancora mattina e ho già fatto sport. E soprattutto, perchè alla fine ci hanno dato le ciliegie.

5,30 run Torino

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Vintage breakfast club, quando il futuro è vintage.

maggio 12, 2014 § Lascia un commento

22234f94fffdaf2345d757b7c0214215Il futuro è vintage. Il futuro è incontrarsi tra sconosciuti su una terrazza affacciata un po’ sulla Mole e un po’ sulla collina, e rivolgersi la parola e quasi fare amicizia anche se a Torino, si sa, non si dà confidenza agli estranei. Il futuro è bere the in tazze di porcellana con le farfalle e mangiare torte fatte in casa, è spiluccare fragole rosse su alzatine argentate. Il futuro è inventarsi una cosa e farla diventare realtà, è promuovere il vintage con i social. Il futuro è lo scambio tra privati, da Airbnb al bruch a casa di qualcuno, con un mercatino di abiti fatti da una blogger e libri scritti da una giornalista che pranza davanti a te.

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Noodles – un racconto di Natale

dicembre 24, 2013 § Lascia un commento

Lo spirito del Natale non è mai stato il mio forte, ma quest’anno voglio almeno provarci, con un racconto (più o meno) a tema. S’intitola noodles. Natalizio, no?

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E dopo le foto di gattini…i racconti di gattini

dicembre 2, 2013 § Lascia un commento

Un mio racconto a tema felino partecipa al contest #wehaveadream di Telecom

Si, lo confesso, sono una di quelle persone che posta foto di gattini sui social network. Ma ora ho superato me stessa: non bastavano le foto tenerone, ora i miei due mici gemelli hanno ispirato anche un breve raccontino, che ha partecipato a un contest di Telecom.

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Perché, quando si parla di gatti, two is megl che one.

ottobre 30, 2013 § 3 commenti

Avere due gatti in casa è molto ma molto meglio che averne uno solo. Ecco perché condivido il mio appartamento con una coppia di fratellini felini.

Due gatti

Ho due gatti: chiunque mi conosca, o mi segua sui social network, lo sa. Sì, ammetto di essere colpevole del peggior peccato della storia del web: posto foto di gattini online. Solo dei miei però. Sono fratelli, uno rosso e l’altra tigrata, e si chiamano Orazio e Lambretta. Sono entrati a casa mia da meno di un anno, e l’hanno trasformata, ovviamente in meglio. A parte il divano, che ha subito duramente il colpo, e la mia lampada Bourgie di Kartell, opportunamente girata perché non si veda che è irrimediabilmente crepata. Non voglio parlarvi qui di quanto sia bello vivere con un micio, ma di quanto sia bello vivere con due mici. Se avete in mente di ospitare nel prossimo futuro un gatto, bè, prendetene due. Perché tanto starete fuori casa tutto il giorno e la bestiola sarà da sola a leccarsi e annoiarsi. Mentre invece, se saranno in due, passeranno la giornata a inseguirsi e picchiarsi e distruggere i vostri mobili. Non vi sembra una prospettiva molto migliore? Se non per la vostra casa, sicuramente per l’equilibrio psicofisico delle bestiole, che viene prima del vostro divano. O no?
Se siete di quelli che mettono il proprio equilibrio psicofisico prima di quello dei gatti, allora vi posso assicurare che non c’è pet therapy che possa eguagliare la visione di due gatti che si leccano a vicenda. Si chiama allogrooming, se vi interessa, ed è una cosa meravigliosa: i gatti fratelli, o madre e figlio, o comunque molto molto legati tra di loro, si puliscono a vicenda leccandosi nelle zone più delicate, come occhi e orecchie. Oltre a pulirsi, manifestano così il loro affetto e il loro prendersi cura uno dell’altro. Quando Lambretta è in auto (cosa che odia), il fratello la lecca sulla testa, con pazienza, per calmarla. E lei chiude gli occhi, appoggia il musetto e paziente si rilassa almeno un pochino.

Due gattiOk, non voglio stare qui a tediarvi raccontandovi le cose meravigliose che fanno i miei gatti (le volete sapere? perché non vedo l’ora di raccontarle in realtà! e quando dormono acciambellati?), però vorrei spezzare una lancia a favore della “coppia”. Ok, raddoppiano le spese di cibo e veterinario, però è mille volte meglio che un povero animale da solo in una casa vuota tutto il giorno! Il consiglio è quello di prenderli insieme, perché da cuccioli si adattano molto meglio (se poi, come i miei, sono fratelli, tutto è ancora più semplice).

Volete sapere se i gatti fratelli si accoppiano tra di loro? La risposta è si, non hanno scrupoli morali di alcun genere. Tanto, li dovete sterilizzare anche se sono dello stesso stesso, perché altrimenti quando vanno in calore vi renderanno la vita impossibile.

Volete sapere se due gatti hanno bisogno di due lettiere? Qui i pareri sono discordanti, ma i miei fratellini condividono tutto, anche la cassettina. Non so se gli piaccia o meno, ma sono abituati così, quindi ciccia.

Volete sapere se due gatti mangiano insieme? eccheppalle con tutte queste domande, non sono mica un veterinario! Comunque sì, i miei gatti mangiano insieme, da ciotoline con doppio scompartimento. Litigano un po’, ma non eccessivamente, Però quando gli dò le crocchette non è che fanno come i gatti normali, che le tengono lì per mangiarsele durante il giorno. Loro se le scofanano tutte e subito, secondo me perché hanno paura che l’altro gliele rubi. Però vi racconto una storia commovente: quando abbiamo sterilizzato la femmina, Lambretta, doveva stare a digiuno, e così abbiamo dato solo una dose di cibo al maschio. E lui che ha fatto? ne ha lasciata metà, per la sorella. Cosa che lei non avrebbe mai fatto, perché è una stronzetta.

Paola Sereno

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