Il #Luminol di Mafe de Baggis

dicembre 23, 2014 § Lascia un commento

Mafe de Baggis è una, che se lavori nel digital, non puoi non conoscere. E la teoria che sta alla base del suo ebook “Luminol. Tracce di verità rivelate dai media digitali” è molto semplice, e lei la squaderna così, senza esitazioni, nell’introduzione:

non sono gli strumenti da soli a determinare il comportamento umano […] i bit da soli non ci salveranno, nè tantomeno […]ci porteranno alla distruzione

 

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Istruzioni per ragazze alla conquista del mondo: il libro di Elasti

luglio 11, 2014 § Lascia un commento

Non sono una mamma di figlie adolescenti, anzi non sono una mamma punto. Non ho neppure sorelle, amiche, allieve, pazienti adolescenti. Insomma, a me delle adolescenti non me ne frega nulla. E allora perché ho letto un libro che ha per titolo “Dire fare baciare” e per sottotitolo “Istruzioni per ragazze alla conquista del mondo?” Probabilmente, perché l’ha scritto Elasti.

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Fare personal branding con @skande, tra tecnica ed empatia.

giugno 13, 2014 § 4 commenti

Personal Branding

Se, quando ero una liceale pseudo-alternativa che leggeva No logo, mi avessero detto che un giorno avrei comprato un libro intitolato “Fai di te stesso un brand“, bè, non ci avrei mai creduto. E invece ora, che sono una trentenne disincantata e molto più social – da tutti i punti di vista – dell’adolescente scontrosa di ieri, l’ho comprato. E l’ho letto. E ne parlo qui.

Non voglio fare una recensione del libro sul Personal Branding scritto dall’imprescindibile Riccardo Scandellari alias @skande. Vi dirò solo che la lettura è stata interrotta più e più volte per pormi domande tipo: perchè non ho la stessa foto su tutti i social? La mia bio di Twitter fa schifo? Quand’ è l’ultima che sono andata su Google+? Posso ottenere l’autorship di Google se ho WordPress gratis? Come starà andando il mio punteggio Klout? (c’è gente che ha perso il lavoro per questo).

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L’amica geniale di Elena Ferrante, e del perché è sempre l’amico meno brillante quello che racconta la storia.

maggio 16, 2014 § 3 commenti

Elena Ferrante L'amica genialeEsiste un nome per definire i romanzi che parlano di un’amicizia? Perché ce ne sono tantissimi, davvero, nella letteratura di tutti i tempi e di tutti i luoghi. Spesso, rientrano nel genere “romanzi di formazione“, perché narrano la storia di amici prima bambini, poi adolescenti, poi adulti, che crescono insieme, influenzandosi e plasmandosi l’uno sull’altro in qualche modo.
E sempre, sempre, il narratore è l’amico meno brillante. Quello sfigato, che ha meno successo con l’altro sesso. Quello introverso, che pensa mentre l’altro fa. Che sta a guardare e, appunto, racconta. Il narratore non è mai, per parafrasare il titolo del libro di Elena Ferrante, l‘amico geniale. È l’altro.
Viene da pensare che questo sia un po’ il destino di tutti gli storyteller, degli scrittori e degli intellettuali pensosi in genere. Un po’ tipo quello che suona la chitarra mentre gli altri limonano, per dire.
Ma veniamo al romanzo di Elena Ferrante.
Lila e Lenù crescono in un rione di Napoli, e quel rione è tutto il loro mondo. Fuori c’è una città misteriosa, Napoli, con un vulcano e un mare che loro non hanno visto mai. La figlia dello scarparo e la figlia dell’usciere sono molto diverse, da bambine, e ancora più diverse diventeranno crescendo.

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Non dirmi che hai paura

aprile 25, 2014 § Lascia un commento

Spesso, la storia ricorda i vincenti, quelli che “uno su mille ce la fa”. Le cronache sportive ci narrano le vite dei campioni, ricordano i loro allenamenti massacranti ma necessari per diventare i numeri uno, qualunque sia la disciplina. Io stessa vi ho raccontato della biografia di Andre Agassi, di quanto odio per il tennis sia necessario per fare un campione.
Dietro, sotto di loro ci sono i mille che non ce l’hanno fatta, quelli di cui i giornalisti sportivi hanno dimenticato il nome, quelli a cui nessuno dedicherà mai uno speciale su Sky Sports. Uno di loro è Samia Yusuf Omar.

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Svantaggi (se ce ne sono) degli ebook

febbraio 17, 2014 § 5 commenti

Vi ho parlato pochi giorni fa dei cinque vantaggi di un ebook reader: spazio, peso, luce, alberi ed euro (andatevi a leggere il post se volete capirci qualcosa in più). Però, per par condicio, vi avevo promesso di dedicare un nuovo post anche agli aspetti negativi della lettura digitale. E dunque, eccoci qui, fra librerie e batterie (in)finite e copertine a colori. « Leggi il seguito di questo articolo »

Cinque ragioni molto concrete per comprare un ebook reader

febbraio 11, 2014 § 16 commenti

Kobo

Non è il Kobo che è piccolo…è il gatto che è obeso!

Non sono una vera books blogger, questa è la dura verità. Altrimenti, il Kobo me l’avrebbero regalato, e non intendo il mio fidanzato. Dunque, non essendo una vera blogger figa, ma volendo tanto un ebook reader, ho convinto il mio fidanzato pixel-scettico a regalarmelo per il compleanno. Ovviamente, lui non aveva idea di marca e modello, e dunque ho dovuto fare tutto da me. Dotata di scarsissima pazienza per quanto riguarda i vari comparatori di prezzi e modelli etc, la mia scelta è caduta infine sul Kobo. « Leggi il seguito di questo articolo »

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