“Argento vivo” di Marco Malvaldi

gennaio 8, 2014 § Lascia un commento

Premetto, non sono un’appassionata di gialli. Per apprezzare i gialli bisogna avere una mente matematica, qualità che a me manca del tutto. Più che leggerli come un libro qualunque, i gialli bisogna “giocarli”, stare attenti a ogni dettaglio, mettersi sulle tracce del colpevole, che sia un ladro o un assassino o cosa, cercare di interpretare gli indizi che lo scrittore gentilmente ci concede, fare ipotesi e smentite, e infine gioire se si riesce a sciogliere il mistero prima che venga rivelato dall’autore stesso. 
Recensione Argento Vivo di Marco MalvaldiIo invece perdo facilmente la concentrazione, confondo nomi e dati, mi distraggo e in fondo di sapere “chi è stato” non m’importa poi nemmeno tanto. I gialli sono come la cronaca nera al TG, come i plastici di Vespa: non mi hanno mai appassionato.
In realtà, non è che si possa definire esattamente “Argento vivo” un giallo, anche se la trama ruota intorno a un furto. In realtà, le cose più interessante di Argento Vivo non riguardano tanto la trama (a uno scrittore ex-di successo viene rubato il manoscritto del suo prossimo romanzo), quanto lo stile di scrittura che caratterizza Marco Malvaldi, un umorismo a tratti cinico, mai eccessivo, molto toscano e sempre leggero, e la caratterizzazione dei personaggi.
C’è Leonardo, che lavora nell’informatica, accanito lettore e affilato recensore di libri sul suo blog (come non provare simpatia per un book blogger ?), e la sua neo-mogliettina Letizia, insegnante e provetta cuoca di cibi precotti (come non provare simpatia per chi non sa cucinare ?). Il mondo dell’editoria è rappresentato dallo scrittore Giacomo Mancini, che scrive da anni sempre lo stesso libro, e dalla temibile editor Angelica, che con tutto quel che ha da fare per promuovere i libri evita accuratamente di leggerli. I “cattivi” sono una banda di ladri a dir poco raffazonata, che comprende anche un installatore di antifurti disoccupato (ah, gli effetti della crisi). Non che le forze dell’ordine siano messe molto meglio, tra capi ignoranti e poliziotti fin troppo solerti come Corinna, che non riesce a trovare un fidanzato perché a Pisa all’happy hour ci sono solo studenti con poco affetto per il corpo di polizia.
Insomma, la tram di Argento vivo è intricata e a tratti mi sono pure persa ma, vi assicuro, il bello di Malvaldi sta nell’ironia e nei personaggi. Non sarà il nuovo capolavoro della letteratura italiana, questo no, ma è un libro simpatico e di piacevole lettura, come le commedie all’italiana di una volta.
Se amate Malvaldi, qui la recensione di Odore di chiuso, un altro giallo di ambientazione questa volta ottocentesca che mi aveva già colpito – più che per la trama e per la presenza di Pellegrino Artusi, autore di uno storico (e pesantissimo) ricettario – per la lingua.

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