Il futuro è un ritorno: “Marina Bellezza” di Silvia Avallone

dicembre 8, 2013 § 3 commenti

Il secondo romanzo di Silvia Avallone è l’improbabile, eppure intensa, storia d’amore tra Andrea Caucino, figlio dell’ex-sindaco di Biella che sogna di diventare margaro, e Marina Bellezza, figlia di una famiglia disastrata che sogna di diventare una star della TV.

Tutto il senso di “Marina Bellezza“, per me, sta nella nota dell’autore che chiude il libro, nel riferimento all’esperienza reale di ragazzi della nostra età – l’età dell’autrice, Silvia Avallone, che è più o meno anche la mia – che hanno scelto di tornare nei luoghi d’origine, nelle montagne, a una vita ben poco glamour fatta di fatica, aria aperta e sfida a un Paese in rovina. Il ritorno al territorio come risposta alla crisi che permea ogni telegiornale, ogni strada provinciale punteggiata di fabbriche chiuse.  L’intero romanzo ruota intorno a una coppia assolutamente improbabile: Andrea, il figlio dell’ex-sindaco di Biella, che vuole diventare margaro come il nonno, e Marina, e la figlia di nessuno che vuole diventare una star. L’intero romanzo ruota intorno a un luogo ben preciso: il Biellese,  terra di nessuno che ha visto tempi migliori, provincia dimenticata di pianure desolate e di montagne eterne e immobili. Ed è a queste montagne che Andrea vuole tornare.

Andrea Caucino
La scelta di Andrea non pare solo il frutto di un destino individuale di secondogenito non voluto e poco amato, di non-laureato in Lettere e non-laureato in Agraria che fa il bibliotecario precario part-time e ricorda con tenerezza la cascina del nonno. No, la sua scelta è, per quanto estrema, generazionale

Il sogno di tornare alla natura per fuggire dalla miseria e dalla meschinità della provincia, quando fino a pochi decenni fa si fuggiva in città per fuggire dalla miseria e dalla vita grama della montagna.

Marina Bellezza
Perché mai uno come Andrea, che di cognome fa Caucino, chiama il suo caseificio “Azienda Agricola Caucino-Bellezza“? Perché la sua vita non può prescindere dalla fuggevole Marina Bellezza. Anche se, mentre lui affronta una tempesta di neve chiuso nella stalla con le sue mucche, lei soggiorna in un hotel di lusso. 

Marina, ovviamente, è l’esatto opposto di lui. Tanto Andrea è di buona famiglia, intellettuale, schivo e solitario, con una certa tendenza ai gesti incauti e al fallimento, così Marina è figlia di due disperati, ignorante, strafottente e, naturalmente, bellissima. E’ crescita giocando a Non è la Rai nella cucina di casa e il suo obiettivo è diventare famosa. Non che non si impegni per raggiungerlo, questo obiettivo luccicante, perché la ragazza canta, e ha talento, e ha passato anni a prepararsi a diventare una star.

Come in Acciaio, una storia sociale.
Questa improbabile storia d’amore, però, è alla base dell’intera narrazione. Perché Andrea e Marina rappresentano due mondi contrapposti ed entrambi contemporanei, e offrono un magnifico pretesto all’autrice per raccontare una storia di oggi. Già con il romanzo d’esordio, quell’Acciaio che l’ha portata al successo, l’allora esordiente Silvia Avallone metteva in scena una storia sociale: anche lì c’era la disperazione dei luoghi dimenticati, delle famiglie ai margini della società, e anche lì c’era il potere dirompente della bellezza. Là c’era Livorno e la fabbrica, dove ora c’è Biella e la montagna. Là c’era il sogno – così vicino e così irraggiungibile – dell’Isola d’Elba e qui ci sono i lustrini della TV, X Factor e San Remo, la loro pallida imitazione nelle sagre di paese.

il misero tentativo di portare lì, a Camandona, l’atmosfera di Canale 5

Voto al libro
In conclusione, mi è piaciuto o no, questo Marina Bellezza?
Non direi che è un capolavoro, ecco, o che Silvia Avallone è un talento. In certi momenti, specie nella parte centrale, la storia sembra girare a vuoto e non decollare mai. Lo stile di scrittura, che vuole essere duro e americano, è talvolta efficace e talvolta sfiora il ridicolo, come evidenziato in questa cinica recensione pubblicata su Linkiesta. Anche la copertina è orribile, per fortuna l’ho letto in versione ebook e quindi non si nota tanto. I protagonisti sono entrambi a modo loro irritanti: Marina per la sua strafottenza e il suo look da diva di provincia, Andrea per il suo iniziale immobilismo pseudo-intellettuale prima e poi – quando davvero compie la scelta della vita di montagna – fin eccessivo nel suo diventare un allevatore burbero e cocciuto che risponde a monosillabi pure ai clienti che montano le catene da neve per venire comprare due formaggi.

Ma Silvia Avallone sa dosare i suoi personaggi, sa farceli odiare e poi amare alla pagina successiva, come quando Andrea Caucino, il figlio dell’ex-sindaco di Biella, si trova da solo nella sua stalla, a far nascere un vitello:

mentre laggiù, al confine, dove la pianura lasciava spazio alla città e alle autostrade, il Paese crollava su se stesso, s’impoveriva, si svuotava, lui era lì, vittorioso. E si teneva un vitello appena nato, di quaranta chili, tra le braccia.

Perché alla fine, il messaggio del libro è racchiuso in un concetto, una frase che è la somma di due diverse citazioni.

Il futuro è un ritorno, è la strada sterrata che non ti aspetti.

Marina Bellezza
Silvia Avallone
Rizzoli
18.50 euro (9.90 in ebook)
http://rizzoli.rcslibri.corriere.it/libro/6975_marina_bellezza_avallone.html

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§ 3 risposte a Il futuro è un ritorno: “Marina Bellezza” di Silvia Avallone

  • Ausilia ha detto:

    Ciao, questo secondo libro non intendo leggerlo. Ho letto a suo tempo “Acciaio” e l’ho trovato orribile. Questa pseudoscrittrice non capisco come faccia a vendere libri e ad avere tutto questo successo. Davvero pensi che “sappia dosare i suoi personaggi”?
    Cmq, di certo questa recensione si fa leggere meglio del libro 🙂 Complimenti, piacere di averti scoperta 🙂

    • Paola Sereno ha detto:

      Ciao Ausilia, vedo che non ami molto la Avallone 🙂 Anch’io ho sentito pareri contrastanti, ma il successo dei suoi libri non mi stupisce, perché racconta storie molto contemporanee e intense. Comunque grazie per i complimenti!

  • […] spreca parole né gesti. Il tema mi ha ricordato un po’ il protagonista maschile dell’ultimo libro di Silvia Avallone, quell’Andrea Caucino ragazzo di buona famiglia che sceglie di tornare al mestiere del nonno, […]

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