Souvenir friulani

agosto 18, 2013 § 5 commenti

Rifugio Maniago - FriuliTema: racconta le tue vacanze. Dove sei stata? in Friuli, e per la precisione a Cimolais. Cosa hai fatto? Ecco qui gli episodi più significativi di una settimana friulana.

– Bere Prosecco millesimato Astoria in un rifugio di montagna, poco prima di vedere serviti piatti di pasta da 140 gr cad e ascoltare un pittoresco racconto d’infanzia del gestore del suddetto rifugio, di cui capisci solo le bestemmie e vagamente che parla di andare a pescare.

– vedere il tuo fidanzato, di sinistra che più non si può, indossare un fez nero in un locale stracolmo di ritratti e citazioni del Duce, gestito da tale Fernando che è cugino di Primo Carnera e si commuove ascoltando Umberto Tozzi.

– mangiare il frico, piatto tipico friulano e altrettanto tipicamente piatto povero e di montagna. Trattasi di una sorta di frittatona a base di formaggio fuso, patate e cipolle, cotto in abbondante burro (che non manca mai da queste parti). Non c’è escursione o dislivello che tenga, qualsiasi camminata è inutile di fronte a una porzioncina di frico.

– imparare una sola parola di friulano, ma fondamentale “sgnapa“, ovvero grappa. Che viene distillata a partire da qualsiasi cosa anche lontanamente distillabile: liquirizia, achillea, tormentilla (un nome bellissimo per un fiorellino giallo dall’apparenza assolutamente innocua), latte e nutella (giuro).

– rimpiangere i vini rossi del natio Piemonte degustando il Clinto, parente povero – e altrettanto dolciastro – del Fragolino. Decisamente il Friuli è terra di bianchi e di Prosecchi, che non possono mancare sulle tavole a partire dalle 9 di mattina in avanti (qui l’aperitivo inizia presto).

– la vista sul Campanile di Val Montanaja, le nuvole e gli alberi che si riflettono sulla superficie del lago di Barcis, la visita alla diga del Vajont, i 22 abitanti del paese di Casso, chiedere a chi ti ospita di vedere le Dolomiti e scoprire che basta aprire le finestre della tua stanza.

Lago Barcis - Friuli

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§ 5 risposte a Souvenir friulani

  • Angelo Masoero ha detto:

    Zia Ines-Zia Maria rita-Angelo Sono felici che Tu ti sia divertita
    Continua cosi. Ciao

    • Paola Sereno ha detto:

      grazie! non sapevo di avere dei lettori da Murisengo 🙂

    • rodi franco ha detto:

      Tutto vero quello che dice la signora-signorina. Io e la mia compagna, siamo rientrati sabato 31 agosto 2013, dal Friuli. Siamo stati 4 giorni in un rifugio sul lago di Barcis, “La Vallata”. Gente ospotale, mangiare piu’ che scuisito. Eravamo a Montereale, un paesino prima di Barcis, quando è avvenuta la scossa di terremoto, che non ricordo bene se era di domenica 25 o lunedi’ 26 agosto. Io non l’ho sentito inquanto ero in un negozio a parlare con il proprietario, ma la mia compagna che era in macchina, l’ha sentito. Il Friuli è una terra splendida, un po’ selvaggia a tratti. Infatti cosa c’è di piu’ selvaggio della zona dei Magredi che abbiamo, puntualmente, visitato? Posti incantevoli, come l’Isola Faunistica della Cona, vicino a Grado. Si’, siamo arrivati fino a Grado, soggiornando nella fantastica Aquileia, dova abbiamo visitato i mosaici della Basilica. Siamo stati a Trieste, Castello di Miramare, Vajont, ad Erto dove abbiamo avuto la fortuna di incontrare il mitico Sig. Mauro Corona, visitato il piccolo Museo che si trova proprio difronte al suo laboratorio. Poi il “pelligrinaggio” a Sequals a visitare la casa natia del grandissimo P. Carnera, poi al cimitero dove sono sepolti lui, la moglie ed il figlio. Alla Villa-Museo siamo andati ma era orario di chiusura e, quindi, non l’abbiamo visitata. Poi a Codroipo, Villa Manin, S. Daniele a degustare il prosciutto e non solo, Palmanova, la città stellare dalle 5 punte o porte. Insomma, abbiamo girato piu’ che abbiamo potuto, in 7 giorni! Beh, direi che ne abbiamo fatta di strada. Vacanza stupenda, ci mancherà un po’ questa meravigliosa e dura terra…..Scusate se mi sono dilungato troppo, ma è un piacere anche parlarne. Ciao a tutti! Franco e Gloria.

  • […] Torino è una piccola Parigi, non lo sapevate? Ci sono angoli della città in cui sembra di essere stati trasportati dall’altro lato delle Alpi, così, pluff, d’incanto. Il ristorante Le Papille di Via Principi d’Acaja è uno di questi. Siamo in zona Cit Turin, quartiere che già solo il nome vale più di mille parole. Fra Corso Francia e il mercato di Piazza Benefica, che in realtà si chiama Giardino Luigi Martini ma tanto non lo sa nessuno. Ad essere precisi, siamo in Via Principi d’Acaja, nome chic e sabaudo per una via che lo è altrettanto. Non c’è insegna e non ci sono vetrine per entrare a Le Papille, perché il locale è nell’interno cortile. Non sei ancora sbucato nel cortile, e già ti accolgono piante e oggetti, un sapore di bric-a-brac. Di base, le Papille è un ristorante, che però fa anche i brunch e le (tarde) colazioni, in un’atmosfera un po’ shabby chic e un po’ design in ogni caso incantevole. Una volta era un negozio, e infatti ancora oggi puoi curiosare e comprare oggetti per la casa e accessori (decisamente fuori budget per quanto mi riguarda). Sotto la copertura bianca del  cortile, tavoli che favoriscono la condivisione di amici-famiglie-gente che passava. Io ci sono stata diverse volte, al variare delle stagioni e delle ore del giorno, un po’ come gli Impressionisti per dipingere i loro paesaggi. Nella bella stagione sono andata a colazione o pranzo, di sabato e dopo una capatina al mercato di piazza Benefica, sempre in compagnia rigorosamente “al femminile” (amiche e mamma). E bisogna dire che c’è qualcosa di molto femminile nelle colazioni tra donne, e anche in questo locale che da donne è gestito. In quanto a cibo, a pranzo non mi ha soddisfatto un granché, devo dire. La vera sorpresa è la cena. Ho cenato alle Papille in una fredda sera di febbraio, offrendo la cena con i soldi della mia liquidazione. Si, avete capito bene, sono andata a cena fuori per “festeggiare” la fine di un lavoro, a causa della chiusura dell’agenzia in cui ero stata diversi anni. L’occasione forse non era delle migliori, ma la cena è stata ottima. Ho preso il menu degustazione, equilibrato nei sapori ma completo, comprensivo di un ottimo secondo di carne. Conto intorno ai 30 euro. Spesa simile anche per una seconda cena, questa volta con amici. Se quando aveva appena aperto, come sempre accade a Torino, era praticamente impossibile prenotare un tavolo per il sabato sera, oggi la situazione si è decisamente calmata e a settembre inoltrato abbiamo potuto goderci una delle ultime sere di bel tempo sul terrazzino, davvero piacevole e raccolto. Tagliatelle ai funghi, polpette di baccalà e un’ottima Barbera Luigi Spertino ci hanno accompagnato in una cena con gli amici che ci hanno ospitato in Friuli (leggi qui il racconto di una settimana in Friuli). […]

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