Sofia si veste sempre di nero – recensione

gennaio 10, 2013 § 2 commenti

ImmagineUna donna impazzisce silenziosamente nella sua villetta residenziale di Lagobello, il marito ingegnere smonta motori ma non riesce a capire perché la sua famiglia stia andando in pezzi, la figlia nerovestita sminuzza spaghetti nel piatto senza mangiarli. La famiglia, ancora, al centro di quotidiani drammi piccolo borghesi, dove nulla di tragico accade e non c’è posto per la felicità. Paolo Cognetti ci racconta storie di ordinarie nevrosi che ogni tanto incrociano la storia, dagli anni ’70 delle fabbriche e delle BR a oggi. In ogni tempo si salva, forse, chi riesce a individuare un obiettivo, un senso, qualunque sia: trasformare un giardinetto condominiale in un’isola infestata dai pirati o girare un film su Sarajevo a New York.
E la Sofia del titolo? trent’anni o giù di li di vita, raccontati in quello che più che un romanzo pare una raccolta di racconti, o di ritratti. Perché i personaggi escono fuori dalle pagine, vivi e vibranti e mai troppo stereotipati, come disegnati con un tratto di biro, preciso e senza sbavature, una scrittura asciutta e intensa che molto deve al minimalismo USA. Siamo nel 2013, ma per molti “Sofia si veste sempre di nero” è uno dei libri cult del 2012.

http://www.minimumfax.com/libri/scheda_libro/568

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