Erri De Luca e le rughe della scrittura

febbraio 19, 2012 § 1 Commento

Erri De Luca

Mentre leggo Erri De Luca ho stampata in mente la sua faccia, quel viso schietto e solcato di rughe, gli occhi limpidi e i baffi di Paolo Conte. Erri De Luca scrive proprio come uno che ha quella faccia lì, frasi secche, ogni parola una ruga sulla faccia, ogni punto tagliente come il suo sguardo azzurro. Chissà se vale per tutti, se scriviamo come la faccia che abbiamo, o se nella parola scritta ci fingiamo diversi, più belli o più morbidi o più cinici.
Leggendo l’ultimo libro di Erri de Luca, “I pesci non chiudono gli occhi” (Feltrinelli, 2011) si ritrovano tanti dei temi amati dallo scrittore. C’è Napoli e l’infanzia e i ricordi della guerra (Tu, mio; Non ora, non qui; Montedidio). C’è un bambino timido e curioso alla scoperta del mondo là fuori. Ci sono gli animali e la natura (Il peso della farfalla). Qui c’è anche l’amore, o almeno una cosa che un po’ gli assomiglia, un “amore pulcino“. “I pesci non chiudono gli occhi” narra infatti una piccola storia di (quasi) amore tra il protagonista decenne, un piccolo Erri solitario e pescatore, e una ragazzina del Nord senza nome, una che sulla spiaggia leggeva libriccini gialli e poi “non faceva mosse schizzinose a contatto con l’acqua, c’entrava leggera, come in un’altra stanza“.
Ma tanto la storia è solo un pretesto, quello che affascina è la scrittura, il modo in cui racconta e come sono fatte le frasi, quella scelta asciutta delle parole, quell’andamento sghembo da parlata del Sud. Dice l’autore “Nei racconti di mamma, nonna, zia c’erano i grandi magazzini delle storie, le loro voci hanno formato le mie frasi scritte che non sono più lunghe del fiato che ci vuole a pronunciarle“.
Io per Erri de Luca ho grande ammirazione, come scrittore e come personaggio – suo malgrado – pubblico. Però nel titolo di questo post ho parlato di rughe della scrittura per due motivi, il primo è la corrispondenza tra viso e parole e il secondo è una domanda: forse che il nostro autore abbia finito un po’ con il ripetersi, tornando a raccontare le storie d’infanzia come certi vecchi che ripetono mille volte gli stessi aneddoti?
Non farlo, Erri, tu che sai così bene come scrivere, raccontaci un’altra storia.

Annunci

Tag:,

§ Una risposta a Erri De Luca e le rughe della scrittura

  • Raimondo Di Maio ha detto:

    perché pensare che Erri De Luca si ripete, mentre mi sembra più giusto pensare che aggiorna i ricordi rendendoli più ampi e significativi. Raimondo Di Maio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo Erri De Luca e le rughe della scrittura su The concept store.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: