a proposito di strategia

giugno 8, 2011 § Lascia un commento

Sono una di quelle persone che alla domanda “che lavoro fai” non sanno mai cosa rispondere. Eppure lavoro, lo giuro, e anche in modo piuttosto regolare. A chi non è del settore, tipo parenti e conoscenti, generalmente dico “lavoro in un’agenzia di comunicazione” ma in un curriculum o – ancora peggio – sul biglietto da visita, come definizione suonerebbe un po’ vaga…Prima dicevo copywriter che, almeno per gli addetti ai lavori, è un ruolo chiaro e limpido. Ma da un po’  sono di nuovo in crisi.

Mi occupo di strategie. Questo è quello che vorrei fare e che, almeno per una buona percentuale del mio tempo lavorativo, faccio.
Non so come si chiama questo mestiere, e infatti ognuno lo chiama un po’ come gli pare, strategist, strategic planner o altri nomi che fanno figo sui biglietti da visita. Come per tutti i mestieri della comunicazione, non sono pervenuti job title (ops) in italiano. Cercando strategist su Google viene fuori un articolo che si intitola “do you think you’re a strategist? You’re probably wrong” che dice già tutto sul fatto che questo è un mestiere che non si capisce cos’è, tanto che non lo capisce nemmeno chi lo fa (o vorrebbe farlo).

La parola “strategia” suscita negli interlocutori sensazioni contrastanti, ma quasi sempre negative. C’è chi pensa che te la tiri un casino e chi pensa che sei un buono a nulla che riempie di fuffa e parole in inglese i powerpoint (ora keynote) di presentazione al cliente.
Per me, invece, la strategia è il punto sublime di congiunzione tra il pensiero razionale e quello creativo, tra l’analisi di marketing e la produzione di idee. E’ quello che viene prima, e orienta, il concept creativo. E’ il momento in cui le idee nascono, è prenderle alla fonte, prima che si corrompano, prima ancora che diventino realtà. E’ creare qualcosa che  non c’era. Dopo, poi, c’è la fase di affinamento, la realizzazione, ma io li già un pochino inizio a perdere di entusiasmo, mi annoio un poco, anche se so che non dovrei.

Ps: nell’articolo che ho citato prima c’è una sfida, propongono di fare un test di personalità per capire se hai il profilo dello strategist. L’ho fatto. Giuro che non ho barato. E si, sono un INTJ. Pare che siamo il 2-4% della popolazione. Figo no? Potrei scriverlo sul biglietto da visita, tanto di job title incomprensibili il nostro mondo è pieno.

pps: se dopo questo post pensate che il lavoro di strategic planner sia figo, leggete questo simpatico post dal titolo  “come destabilizzare uno strategic planner” e poi correte a tagliare 290 slide dalla vostra prossima presentazione.

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