Torino è casa mia- via barbaroux

febbraio 20, 2011 § 3 commenti

Sabato pomeriggio in centro. Va di sfiga che c’è pure il sole, quindi gente gente gente. Via Garibaldi è intasata di ragazzine  con il culo basso e i jeans stretti e di ragazzini con i capelli pettinati a leccata di vacca. Per salvarsi, ci sono due vie – in senso letterale – percorribili. Un’opzione è girare verso il Quadrilatero, l’altra è puntare su via Barbaroux. Destra o sinistra, scelte di campo.
Oggi faremo via Barbaroux, stretta e umida come poche via a Torino sanno essere. Ecco qualche indirizzo carino tra shopping e cibo.

soup&go, all’angolo con via s. dalmazzo, è un mini-ristorante che propone specialmente zuppe e insalate. perfetto per il pranzo, per il salutisti e per chi è a dieta perenne, ha anche un minuscolo cortile-dehor.

santapolenta, specializzato per l’appunto in polenta,  fa anche da takeaway, non l’ho mai provato però il nome fa simpatia

sayang ku: bijoux e accessori dal tocco inaspettato e di design, è una miniera di curiosità da indossare, alcune portabili altre un po’ meno (un anello con sopra una mini-colazione con tanto di croissant e cappuccio…). qui si trovano anche i “giulielli” di Giulia Boccafogli, creativa designer che esplora materiali inediti come la pelle.

“il negozio davanti”: ok lo ammetto, non mi ricordo come si chiama, ma come attenuante invoco il fatto che non l’avevo mai visto prima d’ora… è una specie di luogo delle meraviglie dall’atmosfera romantica-retro e un po’ francese (nonostante sia gestito da una ragazza spagnola…) dove si trovano the esotici, saponi dal look vintage e stoffe giapponesi, oltre che un sacco di altre cose fragili e delicate d’altri tempi.

Atelier Bistrot Liu – lungo e stretto, è uno di quei posti dove cibo e moda convivono serenamente. molto femminile , nel senso che è uno di quei caffè da pomeriggio con le amiche, da Liù si può bere un the in stile Alice nel paese delle meraviglie, tra pareti rosa pastello e panciute teiere di smalto bianco (3 euro e 50 ma c’è da dire che ti portano una teierona piena), mangiare una torta o un pancake e poi curiosare tra i vestiti appesi su candidi attaccapanni, abiti devo dire non certo economici ma molto suggestivi, con un tocco delicatamente vintage.

arredo 70 se le atmosfere soft non fanno per voi, meglio proseguire in direzione di piazza castello e fare un salto da Arredo ’70, negozio di design molto low cost, nel senso che propone un sacco di oggetti e complementi di arredo “ispirati”, diciamo così, ai pezzi di design più celebri, degli anni ’70 ma non solo. Qui dominano colori accesi, materie plastiche e esuberanza.

Sicuramente ho dimenticato molte cose, già solo così mi vengono in mente il ristorante argentino, le storiche cantine barbaroux e il negozio di argenti etnici ogibua, magari ne parlerò in un prossimo post…

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