vivere (bene) con 100 cose

gennaio 4, 2011 § 1 Commento

A guy named dave lancia la sfida della semplicità e spiega come è possibile vivere bene possedendo solo 100 cose. E, aggiungo io, anche essere cool, almeno a giudicare dalla lista stilata da dave…

Possedere 100 cose, e basta. Ok, magari 105, oppure 94, ma non migliaia di oggetti che girano per casa e che si accumulano a strati, costantemente travolte da nuove ondate di acquisti. Dare un taglio al superfluo, buttare via i ciapapuer: è la sfida di a guy named dave, un tizio che sicuramente non saprà cos’è un ciapapuer ma che ha migliaia di follower entusiasti, in rete e non solo. E’ il tizio che ha inaugurato la sfida delle 100 cose, un movimento che invita a condurre una vita all’insegna della semplicità. Uno che nel suo manifesto dice che tutto quello che ci ha dato il consumismo è “messy closets and garages and credit card bills” e che è ora di darci un taglio. E’ arrivata l’ora del minimalismo, o della frugalità come dicono alcuni.
C’era un articolo di Rampini su Repubblica l’altro giorno su questo tema. Mi è sembrato interessante, specialmente dopo che il natale è passato arricchendo la mia credenza di alcuni casalinghi di dubbio valore estetico e di dolci al cioccolato al latte che mi fanno venire la nause.
Soprattutto, mi è sembrato interessante andare a spulciare la lista delle 100 cose di Dave Bruno, il guru di questa nuova religione della semplicità. Ci ho trovato, nei posti dal 17 al 19, un MacBook Pro, iPhone e iPad. Poi skateboard e tavola da surf, rispettivamente 27 e 37, mentre ai primi due posti ragazzi c’è la bibbia (anzi ESV bible e ESV Bible e NRSV Bible che non so cosa sia). Verso il fondo, si arriva alla parte dedicata all’abbigliamento e qui si capisce perfettamente come dave sia un maschietto. Cioè, io non ho NESSUNA delle cose citate fin qui (bibbia, tavola da surf, neppure l’iPhone c’ho) però solo tra scarpe, creme e trucchi, senza nemmeno citare l’abbigliamento, temo di superare i 100 items. il minimalismo declinato al femminile è proprio un’altra cosa…
In ogni caso, a parte la facile ironia su noi fanciulle, devo dire che la lista di dave mi fa capire che si può essere molto cool anche con 100 cose, e che steve jobs sarebbe ricco anche se tutti aderissero al movimento delle 100 cose. Insomma, per dirla in altre parole, essere frugali non è una cosa da sfigati e il marketing sopravviverà benissimo lo stesso, perché cazzo se hai solo 100 cose devi scegliertele davvero bene (anche la mia mamma me lo diceva sempre quando tornavo da h&m con 20 maglie di lanetta e pvc, meglio poche cose ma di buona qualità)

Quindi, in sintesi, simplicity is cool, no?

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